Le macchine ci sostituiranno

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Le macchine ci sostituiranno ?

La risposta è NO!

Se sapremo nutrire le nostre competenze, nessun ingranaggio potrà mai fare il lavoro di un vero Professionista!

Uno dei temi caldi  delle discussioni sul lavoro è “in quanto tempo le macchine ci sostituiranno?

Professioni, mestieri, servizi, … saranno presto nelle mani di robot? Con enormi guadagni per chi possiede i capitali e conseguenze disastrose per i lavoratori?

Ci troviamo ad un bivio cruciale dello sviluppo delle forme del lavoro… ed è necessario cercare – e trovare – quelle specificità che faranno della nostra professionalità un fattore competitivo vincente.

Per non farsi scalzare dalla tecnologia, bisogna imparare ad usarla e controllarla. È necessario impegnarsi nello studio ed acquisire abilità e conoscenze per sviluppare quelle competenze – strategiche e professionali – che consentono di sfuggire al controllo delle macchine.

 


Non soltanto redistribuire la ricchezza,
ma creare nuove fonti di conoscenza.

La ricetta del Premio Nobel Schiller (IL LAVORO AL TEMPO DEI ROBOT,
Editoriale di Maurizio Molinari, La Stampa, 27 agosto 2017)


 

Intendiamoci…

L’Intelligenza Artificiale, la meccanica avanzata, la robotizzazione, le reti di telecomunicazione, il web, l’Internet delle Cose (IOT – Internet Of Things), ecc…. sono campi di esplorazione tecnologica che non si fermeranno mai. Fenomeni da conoscere e tenere sicuramente in considerazione.

In certi ambiti, le macchine sono ritenute competitive ed è certo che saranno utilizzate al posto del lavoro umano. Ce lo ha raccontato Charlie Chaplin nel 1936 (!) e lo stiamo vedendo oggi, con i nostri occhi…

Per non farci scalzare dalla tecnologia, dobbiamo imparare ad usarla e controllarla.

È un processo ormai irreversibile, e ci obbliga a porci le giuste domande. È necessario capire, infatti, come far evolvere le nostre  competenze professionali per sfuggire a questa situazione.

Quali conoscenze ed abilità dovremo integrare nel nostro bagaglio professionale, affinché questo fenomeno non si trasformi in una legge universale ed inesorabile?

 

Ci troviamo ad un punto cruciale dello sviluppo delle forme del lavoro… ed è necessario cercare – e trovare – quelle specificità che daranno alla nostra professionalità dei fattori competitivi vincenti.

 

Dal punto di vista “arido”, strettamente industriale, le macchine non si lamentano, non vanno in ferie, possono lavorare 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, possono svolgere mansioni “estreme”, ripetitive ed usuranti, complicate oppure impossibili per noi umani.

Sono caratteristiche “terribili”, prettamente disumane. Non ha senso, quindi, competere con sistemi disumani. È necessario impegnarsi nello studio ed acquisire abilità e conoscenze per sviluppare quelle competenze – strategiche e professionali – che consentono di sfuggire al controllo delle macchine.

 

Dobbiamo cercare nuovi ambiti di accrescimento ed innovazione delle nostre capacità professionali, che ci garantiscano dignità, riconoscimento, sviluppo, benessere

 

Un ammasso di ferro, un’unità di memoria, un chip, una scheda grafica non possono competere con la sensibilità e la professionalità di un Professionista Sociale. Perché gli manca il “fattore umano” (in realtà, le migliaia di “fattori umani“, come preferisco descriverli). Il Professionista integra “la relazione e la cura” tra i propri strumenti progettuali ed operativi, ma sa utilizzare anche macchine e strumenti per conoscere, comunicare, interagire, comprendere, diagnosticare, organizzare  i vari ambiti del lavoro.

 


Le macchine ci sostituiranno

 

Esecutori o Professionisti? La differenza è sostanziale

Possiamo lavorare sodo per diventare esecutori di istruzioni ed azioni imposte dalla macchina, in un lavoro alienante e spesso usurante, per la mente e per il corpo.

Oppure, possiamo diventare professionisti: protagonisti del nostro lavoro, capaci di ideare soluzioni e di mettere le tecnologie al servizio della capacità di innovare e migliorare il processo lavorativo, il prodotto da fornire ed il servizio da erogare.

I fautori della tecnologia estrema cercano di convincerci che le macchine sostituiranno l’uomo in tutte le funzioni lavorative, svincolando tempo ed opportunità da riservare allo svago ed al benessere personale. Siamo molto lontani da questa realtà. Il sistema economico e sociale attuale non saprebbe come amministrare un tale condizione socioeconomica.

 

Ti chiedi se le macchine ci sostituiranno … 

 

Al di là di scenari apocalittici ed alienanti che vediamo al cinema, a teatro ed in opere d’arte, i bisogni umani e le dinamiche sociali sono ancora basati sugli infiniti ” fattori  umani “, per fortuna.

(Per una rappresentazione “apocalittica del fenomeno, clicca qui => )

Nessun reale professionista potrà esser sostituito interamente da una macchina. Una delle caratteristiche essenziali dell’essere professionista è la tensione al cambiamento; all’innovazione continua! Per essere un vero professionista è necessario studiare ed aggiornarsi continuamente, in un processo di apprendimento, lungo l’intero arco di vita.

Questo è ancora più vero per i professionisti “di prossimità“. Esperti risolutori di problemi, molto vicini agli utenti ed ai clienti (individui o gruppi). Ci sono molte cose che le macchine non possono fare da sole. Ad esempio, una macchina non può interagire con i bisogni fisici, psichici ed emotivi delle persone, per garantirne la cura ed il benessere; non può creare e sostenere legami affettivi, relazioni di fiducia.

Gli automatismi, per adesso, non sono in grado  di garantire il discernimento necessario per prendere decisioni etiche e vitali. Ogni giorno, in ogni momento, nel quadro delle proprie responsabilità, il Professionista prende decisioni ed intraprende azioni che implicano responsabilità umane e sociali rilevanti.

Il lavoro del Professionista è denso di quei “fattori umani” non sostituibili e diventerà progressivamente più ricco e sempre più necessario per lo sviluppo ed il benessere della società.

Per concludere, Il  Professionista è portatore di competenze specifiche ed è capace di utilizzare al meglio le tecnologie per stabilire e nutrire le relazioni con i clienti, gli utenti e gli assistiti. Utilizza “il discernimento e la relazione” come strumenti principali, MA sa utilizzare anche macchine e strumenti per conoscere, comunicare, interagire, comprendere, diagnosticare, organizzare  i vari ambiti del lavoro.


I Corsi del consorzio FORMA sono strutturati in maniera da permettere agli allievi di entrare in un ambiente formativo e professionale reale, partecipando alle attività d’Impresa durante l’intero svolgimento del Corso.

I nostri docenti sono operatori, manager ed esperti impegnati, giorno dopo giorno, a sostegno di professioni ed imprese attive nelle nostre aree di eccellenza.

NB: Nel 2018 lanceremo il pacchetto di CORSI “Training for Culture” per favorire l’inserimento professionale nei settori del Turismo culturale.

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