=> Giovani e lavoro: la Formazione Professionale Europea può fare la differenza

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I dati statistici non lasciano dubbi, la formazione professionale europea può fare la differenza

 

Hai un diploma di scuola superiore: è il momento di scegliere la formazione professionale europea per dar forma al tuo futuro.

Partiamo dall’inizio. Ecco il percorso tipico di tanti giovani italiani:

=> Hai un sogno professionale, vuoi impegnarti a fondo per emergere ed affermarti come professionista eccellente nel settore che preferisci.

=> Cominci un percorso di formazione universitaria. Ti informi, ti orienti e scegli una strada che ti sembra promettente. La strada che ti porterà lontano, verso una professione valida e remunerativa.

=> Come altri milioni di giovani passi alcuni anni a studiare, capire, informarti, tessere relazioni.

=> MA non trovi uno sbocco professionale.

Alla fine del percorso scopri che inserirsi nel mercato del lavoro è sempre più difficile!

Niente ti sembra avere un significato.

Tutti questi anni di impegno… eppure: nessun risultato.

 

ED HAI RAGIONE!

Tu hai dimostrato di dare il massimo.

Ma … in Italia trova lavoro solo il 52,7% dei laureati.

In Europa l’80%!

 

I dati EUROSTAT  non lasciano dubbi. In Italia il titolo di studio non basta a innalzare significativamente la media di coloro che lavorano. Nella fascia di età tra i 25 e i 29 anni – secondo Eurostat – in Italia lavora il 52,7% di coloro che ha la laurea a fronte dell’80,6% della media europea (88,1% nel Regno Unito!). Il dato italiano resta il peggiore in Ue, al di sotto della Grecia (60,3%). Se si guarda alla fascia di età più giovane (tra i 15 e i 24 anni) la percentuale di coloro che lavorano in Italia è al 16,6%, a fronte del 33,7% in Europa.

Nel complesso c’è stato un crollo dei giovani al lavoro: in Italia l’occupazione tra i 15 e i 29 anni è passata dal 39,1% nel 2008 al 29,7% nel 2016.

(Analisi dei dati =>)

 

Ancora una volta, i dati statistici europei descrivono lo stato comatoso della formazione dei giovani in Italia. Un vero e proprio delitto, che le istituzioni dell’istruzione e della formazione stanno perpetrando ai danni dei giovani.

L’Italia investe poco nell’istruzione, e punta ancora meno sulla formazione universitaria e sui corsi post diploma: (appena lo 0,4% sul 4% di Pil riservato all’istruzione in generale, uno dei valori più bassi dei Paesi europei).

Una situazione che genera un ritardo per l’intero sistema economico. “Un ridotto investimento in formazione, abbinato a una spesa insufficiente in ricerca (per l’innovazione ndr.), fa sì che l’Italia NON riesca a essere un paese di punta in diversi settori industriali”. A dirlo è Carla Facchini, ordinario al dipartimento di Sociologia dell’Università Milano-Bicocca.

Parole che descrivono una situazione arretrata!
NON riuscire a essere un paese di punta nei settori industriali vuol dire che l’industria italiana muore, nulla di nuovo si avvia e quindi non si crea lavoro. 

Così l’Italia affossa la propria economia: Scarsissimi finanziamenti per la formazione dei giovani > pochi laureati > lauree inutili, che portano a competenze professionali non ricercate > assenza cronica di lavoro a causa di attività di ricerca fallimentari che non creano propulsione industriale > laureati in fuga. (Approfondisci =>)

 

Un cane che si morde la coda. Il cortocircuito innescato da questa condizione fa sì che si crei una serie di conseguenze negative.

Ecco le due più gravi:

1 => da un lato gli istituti di istruzione e quelli di formazione universitaria formano meno profili specializzati e appetibili dalle imprese nei settori con più possibilità di espansione, soprattutto in ambito tecnologico; 

2 => dall’altro la carenza di finanziamenti penalizza l’offerta di borse di studio e altri strumenti di mobilità sociale, disincentivando la scelta di corsi che potrebbero avere un impatto immediato sullo sviluppo economico. 

Il risultato? Una vera catastrofe! Non soltanto per i nostri giovani, ma per l’intero Paese.

Aggiungiamo a questa condizione il fatto che, una volta fuggiti dall’Italia i laureati sono ancora incompleti: devono arrabattarsi per imparare COME si lavora e NON HANNO le competenze strategiche (le cosiddette key-skill che il Parlamento Europeo spinge in tutti i Paesi e che nel nostro non si riescono ad insegnare…) per cercare con efficacia un impiego di buon livello.

 

Guardiamo nella giusta direzione

Tuttavia, le strade efficaci per acquisire professionalità concrete e subito “spendibili” ci sono. Basta guardare nella giusta direzione!

Ecco lo scenario italiano; le opzioni sul tavolo sono le seguenti. Hai preso il diploma di scuola superiore? Ecco cosa puoi fare:

  1. Restare immobile, aspettare gli eventi e bloccarsi (lo fanno in troppi, ti prego: non fare anche TU questo terribile errore!);
  2. Scegliere un percorso di formazione universitaria, per ottenere una laurea significativa tra 5 anni (quella triennale, da sola, non serve a molto), ti servirà, poi, altro tempo per imparare come si lavora  in concreto, e cercare un impiego, spesso emigrando lontano;
  3. Imparare rapidamente gli strumenti del lavoro professionale OPERATIVO, e spenderli SUBITO nel mercato del lavoro, in Italia ed in Europa, con le giuste competenze e la capacità di applicarle immediatamente!

La legge italiana (LEGGE 845/78 ) sancisce che

La formazione professionale è un servizio di interesse pubblico inteso ad assicurare un sistema di interventi formativi finalizzati alla diffusione delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie per svolgere ruoli professionali e rivolti al primo inserimento, alla qualificazione, alla riqualificazione, alla specializzazione,  all’aggiornamento ed al perfezionamento dei lavoratori, in un quadro di formazione permanente.”

Per questo la Formazione Professionale
ha Valore Legale.

Quindi, riepiloghiamo:

  • HAI UN SOGNO professionale, ti impegni duramente per realizzarlo. e chi dovrebbe sostenerti te LO ANNIENTA, spingendoti lontano dal mondo del lavoro.
  • A questo punto, puoi decidere di fare la fine descritta impietosamente dai dati EUROSTAT, e poi piagnucolare perché “in questo Paese studiare ed essere preparati non serve per lavorare“.
  • Oppure puoi decidere di professionalizzarti rapidamente – acquisendo una Qualifica Professionale riconosciuta in Italia ed in Europa – e spenderti le competenze in un ente pubblico, in una impresa o in una organizzazione, in Italia, in Europa o nel mondo.

 

Se hai un diploma di scuola superiore, guardati intorno e cerca la FORMAZIONE PROFESSIONALE europea: corsi di eccellenza che ti assicurano una professionalità moderna e di livello europeo, in cui le competenze strategiche sono rilevanti e seriamente insegnate.

La Qualifica Professionale è valida in Italia ed in Europa ed è una preziosa risorsa OPERATIVA da spendere immediatamente nel mercato del lavoro.

 

Formazione per il lavoro, qualche consiglio per evitare errori:

> NON FERMARTI SOTTO CASA
Cerca il settore che più ti interessa, valuta bene e sappi scegliere.

> INVESTI NELL’ECCELLENZA!
Una volta individuato il settore chiave, cerca l’ente di formazione professionale migliore in quel campo.

>ATTENZIONE ALLE TRUFFE!
Accertat
i che la Formazione proposta abbia valore legale e sia erogata da enti accreditati secondo la LEGGE 845/78

> DIFFIDA DI CHI OFFRE “TUTTO PER TUTTI”!
Scegli soltanto Corsi proposti da chi ha le competenze accertate nel settore che ti interessa.

 


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Il Consorzio FORMA è accreditato dalla REGIONE CAMPANIA per promuovere Corsi di formazione professionale europea che portano a Qualifiche Professionali CON VALORE LEGALE in campi strategici, in cui vanta competenze di eccellenza:

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