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“Fare Agricoltura Sociale” la prima Conversazione del Consorzio FORMA

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Fare Agricoltura Sociale – Il 26 maggio, si è tenuto presso l’Editore Guida, la conversazione sul tema”LE NUOVE FRONTIERE DEL LAVORO: STORIE E PROGETTI DI AGRICOLTURA SOCIALE“, Il caso di eccellenza Isca delle Donne di Pratola Serra, fattoria sociale n.1 in Campania.

 

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L’evento è stato organizzato dal Consorzio FORMA nel quadro delle attività di animazione territoriale al PSR 14/20 , in collaborazione con il Consorzio MEDITERRANEO SOCIALE e la Fattoria Sociale ISCA delle DONNE di Pratola Serra.

L’evento è stato moderato da Armando Mauro, Presidente del Consorzio, ed ha visto come relatori Raffaele Romano – agronomo, componente del Comitato Scientifico Tecnico del Consorzio Forma e Adele Galdo –  psicoterapeuta, direttrice della Fattoria Sociale “Isca delle Donne”.

Sono intervenuti al dibattito Lucia Coletta dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, Antonio D’Amore dell’Associazione LIBERA e Michele Buonomo, Presidente di Legambiente Campania.

Il convegno ha riscosso un buon riscontro di pubblico. Numerosi i professionisti e gli esperti del settore dell’agricoltura e dell’ambiente, quali la Presidente di Legambiente Afragola Giusiana Russo, Michelina Iavarone di Italia Lavoro S.p.A, ed i rappresentanti della Pubblica Amministrazione, come Giuliana Di Fiore, Assessora all’Urbanistica del Comune di Ercolano. Tra gli esponenti del mondo della comunicazione, era presente Rosa Criscitiello, addetta stampa della rete Mediterraneo Sociale.

Raffaele Romano, ha esposto un’attenta analisi sulla programmazione dei fondi Europei per lo sviluppo rurale in Campania (PSR Campania 2014 – 2020) che prevede linee di finanziamento per l’agricoltura sociale e per le attività di innovazione, solidarietà ed inclusione sociale.

Adele Galdo, responsabile dei percorsi formativi che promuove la fattoria “Isca delle donne”, ha raccontato, con Luigi Fandelli (responsabile della produzione agricola) le attività che svolge la struttura, la prima fattoria sociale nata in Campania. La Fattoria è operativa nel comune di Pratola Serra ed è specializzata nell’offerta di percorsi di supporto che facilitano il reinserimento nel mondo del lavoro di quanti vivono particolari momenti di difficoltà. La descrizione delle produzioni di qualità della Fattoria Sociale, coltivate e create a chilometro zero, è stata ricca. Adele Galdo ha sottolineato e ribadito che il successo dell’esperienza della fattoria Isca delle Donne si basa sulla sinergia tra psicologi e contadini, volontari e persone nel disagio, e soprattutto sulla rete di relazioni creata e la collaborazione con le varie Associazioni del territorio.

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Lucia Coletta, della Direzione generale Politiche agricole e forestali, ha poi descritto nel dettaglio il regolamento di attuazione della legge regionale n.5 del 2012 sull’agricoltura sociale, la disciplina delle fattorie e degli orti sociali, i vari ambiti e le varie misure previste dalla normativa. Inoltre ha evidenziato la necessità di maggiore collaborazione e cooperazione istituzionale tra imprese, strutture private ed enti pubblici.

Antonio D’Amore, coordinatore provinciale di Libera Napoli, ha illustrato l’auspicabile relazione tra l’agricoltura sociale e la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati ed i progetti di riabilitazione sociale; l’educazione alla legalità, l’impegno contro la corruzione, e le pratiche di food policy, per rendere il sistema alimentare delle nostre aree urbane più inclusivo, equo e sostenibile.

Michele Buonomo, Presidente di Legambiente Campania, ha descritto le importanti esperienze innovative messe in atto da Legambiente, come il Parco Eco-Archeologico di Pontecagnano, un tempo luogo inaccessibile e a rischio vandalizzazione, dove sono stati creati orti sociali in cui si coltivano – con la tecnica dell’agricoltura biologica – melanzane, zucchine, peperoni, pomodori.
Si tratta, sottolinea Buonomo, di un efficace sistema per intervenire sulle situazioni di degrado e abbandono di molte zone delle città, per vivacizzare le zone-Parco particolarmente vocate all’agricoltura, per evitare il perdurante consumo di suolo, costituendo una valida risposta al desiderio e alla necessità di consapevolezza su ciò che si mangia.

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La CONVERSAZIONE si è poi arricchita di interventi dal pubblico. Interessanti i dubbi e le considerazioni sul ruolo dell’Agricoltura Sociale in un territorio segnato dalle eco-mafie e ormai etichettato come “Terra dei Fuochi”. In molti hanno posto l’accento sulla necessità di recuperare fiducia e stimolare una “passione per la terra” nelle nuove generazioni.

Si è quindi concordato sulla centralità del ruolo dell’educazione e della formazione dei giovani al rispetto e alla riqualificazione dei territori, affinché si possa disporre, nel tempo, di imprenditori agricoli consapevoli, sensibili e preparati a gestire un territorio ricco, e allo stesso tempo problematico, come quello campano.

Pertanto, si è unanimemente auspicato il fruttuoso utilizzo dei fondi resi disponibili dalla Comunità Europea (PSR – Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020) per favorire animazione sociale, formazione, ricerca e sperimentazione e far sì che le sfide che gli scenari futuri proporranno, possano trasformarsi in nuove opportunità per il settore dell’Agricoltura Sociale.

Se vuoi saperne di più della Fattoria Sociale Isca delle Donne guarda il video.
Buona Visione!

Contributo a cura di Fiorella Montone / 14 giugno 2016

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